Articolo 3
L’allattamento al seno significa per il bambino il primo contatto con il mondo esterno; attraverso il seno esplora il mondo, viene consolato se ha dolore, può addormentarsi se ha sonno. Il legame di fiducia e dipendenza reciproca che si viene a creare tra mamma e bambino, proprio attraverso l’allattamento (ma non solo), è alla base delle future relazioni con gli altri e della fiducia in sé.
I segnali di una problematica possono essere svariati e vanno sempre valutati con grande attenzione. Ad esempio il dolore o le ragadi al seno; un neonato particolarmente sonnolento, che fa poppate poco efficaci, brevi oppure molto prolungate; una scarsa crescita in peso, magari associata ad eccessiva irrequietezza e pianto. Oppure ingorghi, mastiti e loro recidive, o ancora una produzione di latte inadeguata.
La causa più frequente, che può portare a tutti i quadri elencati sopra, è un attacco superficiale o scorretto al seno.
La storia della gravidanza e del parto, l’osservazione accurata di una poppata, dell’attacco, del seno materno, del bimbo, in particolare della postura del capo, delle abilità motorie di coordinazione e motilità della lingua sono la base per trovare la strategia più adatta per quella coppia mamma-bambino.
Si consiglia di portare i bimbi dall’osteopata dopo un parto problematico, indotto, operativo, con utilizzo di ventosa. Spesso i bimbi presentano difficoltà di attacco, a volte rigidità nell’estensione del capo e nell’apertura ampia della bocca, mostrano vari gradi di difficoltà ad estendere ed elevare la lingua, movimenti essenziali per un buon attacco e una corretta suzione.
Anche nei casi di frenulo linguale breve o borderline che potrebbe interferire con l’allattamento, l’osteopata è di grande aiuto (come trattamento conservativo ove possibile o come adiuvante pre e post-trattamento chirurgico). Molto utile il trattamento osteopatico anche nei casi di torcicollo miogeno o posture legate alla posizione del bimbo in utero. Altra indicazione importante il reflusso gastroesofageo o le coliche persistenti, che rendono i neonati/lattanti molto irrequieti e sofferenti.
